Se uno nasce quadrato non muore tondo
Novembre 14, 2007 12:26 pmIl mio più caro amico mi ha recapitato un regalo la settimana scorsa.. un libro.
La dedica è “c’è cultura e cultura”.

Dalla copertina capite di cosa si tratta: Gennaro Gattuso - Se uno nasce quadrato non muore tondo.
La scelta non è casuale. Io sono un ammiratore di Gattuso, lui rappresenta per me il senso vero dello sport, dell’agonismo, e perché negarlo? Del mio essere milanista (anche se il mio interesse per il calcio giocato e parlato ha raggiunto ormai lo 0).
Ovviamente l’ho divorato in nemmeno una settimana. Non che sia un mattone di letteratura, intendiamoci! Ma è ben scritto (incredibile vero?!?
Il libro racconta la storia umana (forse meglio dire calcistico umana) di un ragazzo calabro arrivato sul tetto del mondo grazie al cuore e ai polmoni. Tanti aneddoti, non solo su di lui ma anche su compagni e avversari, e qualche riga di retorica di troppo, sul tifo, sugli arbitri, sul movimento.
Ho trovato anche qualche spunto interessante, anche se ovviamente non sviluppato a fondo. Per esempio:
Ne ho viste tante di persone che hanno abbandonato la Calabria per andare a cercare fortuna altrove, al Nord o all’estero. Partivano con in mano la famosa valigia di cartone che si vede nei film, sul volto la paura e la sofferenza di chi non può nulla contro la miseria e la fame. Pure mio padre e mia madre, a diciassette anni, hanno dovuto lasciare la propria terra per un breve periodo, destinazione la Germania: due paisà all’estero a fare gli operai per pochi marchi, un culo tanto per dare un po’ di futuro a loro stessi e alla loro famiglia.
Io invece non sono partito per fame, e nemmeno con la valigia di cartone: altri tempi e altra storia. Io non sono scappato, ho voluto solo seguire un sogno, il mio sogno.
Capirete bene che non potevo non citare questo brano nel mio blog. In ricordo e in rispetto di tutti quegli emigranti che sono partiti in tempi diversi e con storie diverse dalla mia.
La parte più bella del libro è la prima, il racconto della Calabria, dell’infanzia, del pesce e delle marachelle.
Una cosa alla fine del libro rimane, Ringhio è un uomo vero, probabilmente molto diverso da quello che appare nella foto di copertina.
P.S.
Grazie ancora del regalo ciccio!
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