ilnissardo
ha scritto un commento il Ottobre 4, 2007
Graize per il link Frankie. Non sai quanto concordo con quello che c’è scritto.
Spero solo di essere riuscito a comunicare bene questa mia “frustrazione” di persona fortunata che si indignia ma poi alla fine non gli cambia un bel niente… e questo paradossalmente mi fa ancora più incaXXare.
Sono tornato a trovarti con la certezza che il 4 ottobre, l’International Blogger’s day for Burma, non ti sarebbe sfuggito.
Ho una sensazione strana. Forse per la prima volta la storia, quella con la S maiuscola, ha davvero bisogno di noi blogger. La forza dell’informazione personale per continuare a parlare e informare sulla Birmania nonostante il regime abbia spento internet.
Di tutto questo ne siamo gli artefici e se con il nostro piccolo contributo, con la possibilità dataci dalla nostra libertà di parola, possiamo aumentare l’indignazione per quanto sta succedendo in quel Paese lontanto con la speranza di cambiare le cose… bè facciamo davvero tutto il possibile.
( Caro Andrea ti lascio anche un link: http://www.irrawaddy.org/
E’ un sito di giornalisti birmani in esilio, forse il migliore tra quelli che informano in tempo reale su quanto riesce a filatrare dal confine del Myanmar. )
Frankie
ha scritto un commento il Ottobre 4, 2007
non era ovviamente riferito a te, andrè.
ilnissardo
ha scritto un commento il Ottobre 5, 2007
@Frankie: lo so! Era solo per ribadire come anch’io sono molto “in dubbio”.
@Massim: se non l’hai ancora fatto, e c’hai un po di tempo, ascoltati l’ultimo ep. del podcast. E poi dimmi cosa ne pensi.
Condivido la tua inquietudine per quel che succede in Myanmar e non potevi trovare puntata migliore per dare un giudizio su quello che sta succedendo.
Oggi sentivo parlare di forni crematori per i dissidenti… la sensazione di impotenza è senz’altro predominante ma meno che in altre volte. Alla fine, se non ci fosse l’informazione, anche la nostra, certe cose nemmeno le sapremmo mai…
6 risposte a “Free Burma!”
http://www.7yearwinter.com/2007/10/indosso-una-maglietta-rossa/
Graize per il link Frankie. Non sai quanto concordo con quello che c’è scritto.
Spero solo di essere riuscito a comunicare bene questa mia “frustrazione” di persona fortunata che si indignia ma poi alla fine non gli cambia un bel niente… e questo paradossalmente mi fa ancora più incaXXare.
Sono tornato a trovarti con la certezza che il 4 ottobre, l’International Blogger’s day for Burma, non ti sarebbe sfuggito.
Ho una sensazione strana. Forse per la prima volta la storia, quella con la S maiuscola, ha davvero bisogno di noi blogger. La forza dell’informazione personale per continuare a parlare e informare sulla Birmania nonostante il regime abbia spento internet.
Di tutto questo ne siamo gli artefici e se con il nostro piccolo contributo, con la possibilità dataci dalla nostra libertà di parola, possiamo aumentare l’indignazione per quanto sta succedendo in quel Paese lontanto con la speranza di cambiare le cose… bè facciamo davvero tutto il possibile.
( Caro Andrea ti lascio anche un link: http://www.irrawaddy.org/
E’ un sito di giornalisti birmani in esilio, forse il migliore tra quelli che informano in tempo reale su quanto riesce a filatrare dal confine del Myanmar. )
non era ovviamente riferito a te, andrè.
@Frankie: lo so! Era solo per ribadire come anch’io sono molto “in dubbio”.
@Massim: se non l’hai ancora fatto, e c’hai un po di tempo, ascoltati l’ultimo ep. del podcast. E poi dimmi cosa ne pensi.
Condivido la tua inquietudine per quel che succede in Myanmar e non potevi trovare puntata migliore per dare un giudizio su quello che sta succedendo.
Oggi sentivo parlare di forni crematori per i dissidenti… la sensazione di impotenza è senz’altro predominante ma meno che in altre volte. Alla fine, se non ci fosse l’informazione, anche la nostra, certe cose nemmeno le sapremmo mai…
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