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Il 50% dei telefoni fissi in Francia sono IP

maggio 4, 2007 10:01 am

E’ ucito ieri il documento “Obervatoire du marché des services de communications électroniques” che indica una nota molto interessante.. il 50% dei telefoni fissi in Francia sono dei telefoni VoIP. E questo dato non include chiamate da PC con prodotti tipo Skype o MSN.

Ormai la telefonia IP è un mercato vero e proprio in Francia, e sicuramente si estenderà al resto dell’europa se il modello adottato in Francia riuscirà ad essere riproposto.
Vi ricordo che in Francia è possibile avere un abbonamento ADSL per circa 30 euro al mese: questo comprende tutte le chiamate effettuate (in VoIP) in Francia e in molti paesi del mondo (esclusi i telefonini).
Ma la cosa più importante (e secondo me il motivo di questa grande diffusione) è la semplicità d’uso: il tutto infatti sfrutta un telefono normalissimo (in genere già presente in casa e normalmente “collegato al muro”) che viene collegato al Set-Top-Box (o router a seconda del provider).
Poi l’uso è identico a quello del telefono normale. Se avete un cordless potete continuare ad usarlo proprio come prima, ma col vantaggio di poter parlare per 1 ora senza spendere una lira 🙂
Per i francofoni tra di voi, ecco il link al documento.

Questa notizia insieme a quanto riportato ieri da diverse fonti (tra cui Video Monte Ceneri) sulla diffusione della TV via internet (IPTV) fa capire come la Francia (59% dei Francesi guarda la TV sfruttando la linea ADSL) è probabilmente una delle realtà più mature (non solo in europa) per il mercato delle nuove tecnologie.
Ci sono diverse ragioni dietro questa situazione, una fra tutte la presenza di due-tre imprenditori che hanno saputo muoversi in maniera molto saggia e innovativa, oltre ad un sistema governativo e legislativo che ha sempre preso le giuste decisioni in materia di liberalizzazione.
D’altro canto tanti sono gli ISP che in Francia c’hanno lasciato le penne.. in pratica ad oggi si contano 3 ISP che si dividono il mercato ( Wanadoo di France Telecom, NeufTelecom e Free.fr) e che hanno man mano ricomprato i clienti degli altri ISP che sono falliti (Tele2.fr, Tiscali, e altri simili attori).
E ci fa anche dire (in maniera grossolana) che un minimo del 50% delle famiglie francesi ha una connessione in banda larga e che quando la banda larga c’è questa viene usata anche per sostituire tecnologie già esistenti (TV e Telefono) purché se ne veda un vantaggio (economico nel caso del telefono, di qualità e di varietà nel caso della TV)

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3 risposte a “Il 50% dei telefoni fissi in Francia sono IP”

Alex - Microsmeta ha scritto un commento il maggio 4, 2007

Andrea hai perfettamente ragione. Qui lo scandalo degli operatori telefonici che ti aumentano il canone dei telefonini, per “rifarsi” della perdita degli introiti del “creativo” costo di ricarica, è solo la punta dell’iceberg! Da quanto sento su Atelier Numerique, da voi non è ancora decollata la DVB-H, perchè probabilmente i francesi non accetterebbero mai di pagare 30 Euro per vedere la normale TV (o, peggio selezioni di qualche minuto con “il meglio del peggio” 🙂 ) sul display del telefonino e il legistatore non ha mai spinto sull’acceleratore, pensando invece ai problemi seri. Speriamo che con Telefonica si tenti realmente un rilancio italiano e non pensino solo allo spezzatino!

ilnissardo ha scritto un commento il maggio 4, 2007

Alex, come sempre mi lanci spunti molto interessanti… il DVB-H è un argomento molto interessante di cui in futuro vorrei parlare in maniera un po più approfondita.
Per risponderti brevemente, al momento il DVB-H in Francia non può diffondersi per motivi legali. Le tariffe per le concessioni non sono ancora state stabilite dalle autorità francesi.
Ci si aspetta che le prime licenze verranno rilasciate tra qualche mese.
Per quanto riguarda i prezzi, ci si aspetta una tariffa di 7euro al mese per accedere alle trasmissioni in DVB-H (dato del tutto teorico al momento).
Io credo che quando i servizi verranno lanciati avranno un discreto successo (conoscendo la cultura dei francesi), ma molto dipenderà dai servizi che verranno erogati.
Esiste un provider che sicuramente spingerà su questo nuovo protocollo, ed è Ten Mobile (http://www.ten-mobile.com/) che è molto attento a questo tipo di servizi.
Si parla molto di un prossimo ingresso di Free.fr nel mercato mobile, ma anche qui non si è ancora risolto il problema del prezzo della licenza.

Per quanto riguarda l’ingresso di Telefonica.. io sono molto scettico. Conosco un po i meccanismi interni di Telefonica e non sono molto diversi da quelli ad oggi presenti in Telecom Italia.
Staremo a vedere, io avrei preferito un approccio del tutto nuovo, con una dirigenza giovane che avesse le capacità di innovare con uno sguardo alle altre realtà europee.
Lo scorporo della rete da Telecom Italia poteva essere un’ottima occasione per snellire TI e rilanciarla nel ruolo innovatrice che potrebbe avere.
Staremo a vedere.

ufficio stampa ha scritto un commento il novembre 18, 2007

Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione

Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme

Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri” gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti” così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distratti”.

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