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Il capo della Warner Music: “Ci siamo sbagliati.”

novembre 15, 2007 11:53 am

Lui si chiama Edgar Bronfman e non è una persona qualunque. E’ il Chairman e Chief Executive Officer del Warner Music Group. In pratica l’uomo che comanda in Warner Music.

Durante un discorso alla GSMA Mobile Asia Congress, Mr. Bronfman ha “consigliato” all’industria degli operatori mobili di non ripetere gli errori fatti dall’industria della musica (termine con cui mi sento di indicare le quattro Major che hanno in mano il 90% del mercato).

Lo cito testualmente:

We used to fool ourselves…We used to think our content was perfect just exactly as it was. We expected our business would remain blissfully unaffected even as the world of interactivity, constant connection and file sharing was exploding. And of course we were wrong. How were we wrong? By standing still or moving at a glacial pace, we inadvertently went to war with consumers by denying them what they wanted and could otherwise find and as a result of course, consumers won.

In pratica in questa frase c’è l’ammissione, da parte di una delle personalità più importanti del mercato musicale mondiale, che le majors hanno sbagliato tutto, non ascoltando le esigenze dei loro clienti ma anzi, dichiarandogli “guerra” non portando avanti strategie di vendita che potessero accontentare le esigenze sentite dai consumatori.

Mr. Bronfman ha usato una parolina magica “inadvertently”. Inavvertitamente. In pratica si copre il didietro dicendo che loro non hanno cercato la guerra con i consumatori volontariamente.. è stata una conseguenza della loro immobilità. Ovviamente la mia visione delle cose è leggermente diversa. Credo che vista la posizione dominante che le quattro sorelle occupavano, il loro pensiero era che non ci poteva essere guerra, perché non ci poteva essere alternativa.
Ovviamente alla fine i consumatori vincono (vedere le campagne anti-DRM, la nascita di sempre più servizi per ascoltare la musica gratuitamente, etc. etc.) e ottengono quello che vogliono.

Però non voglio essere troppo critico. L’uscita di Mr. Bronfman è un segnale forte, onesto ed estremamente positivo. Speriamo solo che questa ammissione di responsabilità scateni anche un processo innovativo sia sui prodotti che sulle proposte commerciali.

Però.. la domanda mi viene spontanea: che i Radio Head abbiano fatto cosi paura?!

[fonte TechCrunch]

3 risposte a “Il capo della Warner Music: “Ci siamo sbagliati.””

Alex - Microsmeta ha scritto un commento il novembre 15, 2007

..Sembra (purtroppo) che i 2/3 dei downloader non abbiano pagato 1 centesimo ai Radio Head. Ma qualcosa si sta effettivamente muovendo ai piani alti delle major, fortunatamente!

Michele ha scritto un commento il novembre 15, 2007

Certo che non hanno pagato un centesimo! E cosa vi aspettavate? Secondo me la questione é molto piu’ semplice: vendere musica é impossibile ormai. O la regali o te la fregano, punto. E sapete che vi dico? Fate bene a fregarvi la musica perché le majors vanno punite e sopratutto l’i-TUnes music store con il suo cazzo di drm.
5 minuti fa (mi sto sfogando) volevo acquistare la discografia completa di un’artista country che ho scoperto da poco, dunque, prima tappa emusic… niente, non c’é. Vado sul suo sito e vedo che é disponibile sull’itunes music store… ovvio che piuttosto mi ammazzo. CD baby? Nulla… CD universe non vende in Turchia…. provo amazon, c’é!!! Le spese di spedizione sono altissime e la consegna piu’ economica é garantita tra i 9 e i 36 giorni e non sai se i cd ti arrivano in un singolo pacco o divisi, a seconda della disponibilita’… ma che palle!
Io la mano al portafogli la metto anche, pero’ me la fanno sudare!!!

Sull’itunes music store c’é tutto! Ma, come ho detto sopra, mai, e poi mai, schiattassi subito, comprero’ della musica che non posso spararmi nel cd player della mia auto mentre vado al lavoro.

ilnissardo ha scritto un commento il novembre 16, 2007

@Alex: i 2/3 non hanno pagato. Non avrebbero pagato comunque perché l’avrebbero scaricato illegalmente. 1/3 l’ha pagato, e anche questi altrimenti l’avrebbero scaricato illegalmente. A mio avviso i RadioHead c’hanno guadagnato di 1/3 🙂 In più sono soldi che vanno direttamente a loro, senza casa discografica, distributori etc. nel mezzo. Per il caso specifico dei RadioHead, io credo che avrebbero dovuto tentare una strada diversa, magari facendo scaricare il disco e accettando il pagamento solo dopo l’ascolto. Ma è una mia opinione.
Sicuramente è interessante (molto) quello che sta succedendo.

@Michele: il problema ad oggi non è più la mancanza di offerta, ma il fatto che la maggior parte dell’offerta è riservata solo agli USA. Amazon mp3 download per esempio è ottimo, sia come prezzi che come condizioni, e credo siano anche molto ben forniti. Ma ci puoi comprare solo se hai una carta di credito americana. E ce ne sono altri con le stesse limitazioni. Secondo me tra 6-12 mesi queste offerte diventeranno cosa comune anche qui da noi. L’importante è che chi detiene i diritti (e quindi decide come vendere) si stia iniziando a svegliare e a capire che si possono fare soldi accontentando i clienti, e non dandogli addosso.

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