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Se vivessi in italia, oggi chiuderei il sito.

ottobre 19, 2007 11:29 am

Vi sembro esagerato? Aspettate di leggere la mia motivazione.

Forse per colpa mia, o forse per come il provvedimento è stato portato avanti, non ero a conoscenza di quanto il governo aveva preparato sotto il sole d’agosto.
Ora.. in generale in agosto i nostri (scusate la cattiveria.. ma oggi per fortuna sono i vostri) cari ministri e parlamentari si preoccupavano di più di cene a base di pesce a Capri o Portofino.. di crociere in barca in qualche località esotica.. di farsi vedere belli abbronzati in qualche festa di partito su e giù per lo stivale.
Quest’anno evidentemente hanno deciso che agosto era il periodo migliore per tirare una delle castronerie più grosse che si possa immaginare: il disegno di legge sull’editoria presentato il 3 agosto 2007 e approvato dal consiglio dei ministri italiano il 12 ottobre.
Ecco il Testo del dll.
Io non sono un avvocato o un giurista.. non potrei nemmeno riuscire a leggere un testo del genere (datemi un equazione differenziale o un teorema di Fermat e li capisco molto meglio), quindi mi sono affidato a chi fa questo di mestiere, come Valentino Spataro di Civile.it.
In soldoni questo progetto di legge prevede che qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC cioé il Registro degli operatori di Comunicazione.
Immagino già qualcuno di voi che dirà.. Esagerato Andrea! Sicuramente quel progetto di legge si riferisce solamente a testate editoriali commerciali, ai magazine on line e cose del genere.
Purtroppo non è cosi. Proviamo a vedere cos’è un prodotto editoriale (ringrazio infinitamente sia Civile.it che Punto Informatico per l’aiuto nella “traduzione” del testo):

“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso” (art 2, comma 1).

Chiaro? per me ancora no. La domanda che mi sorge spontanea è “il mio blog e il mio podcast sono prodotti editoriali?”. Per cercare di capirlo continuo a leggere, e si inizia a parla di cosa non è un prodotto editoriale:

“Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico”.

Questa non si applica.. io non ho un’azienda e ne il mio sito ne il mio podcast sono informativi di un’azienda. Continuo a leggere:

La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Ok qui vedo una scappatoia per il podcast.. posso considerarlo come un prodotto discografico e audiovisivo. Bene, l’ho scampata.
No.. aspettate.. e le release notes?
Da punto informatico leggo:

Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano “diffusi unitamente al prodotto editoriale principale”.

Questa frase non è molto chiara.. bisognerà che la approfondisca. Letta cosi mi dice che se metto le release notes per ogni episodio del podcast sarei fritto.

Ma aspettate.. che scemo che sono.. è chiaro il trucco! Io non ho finalità di lucro! Anzi diciamocela tutta.. non ci ricopro nemmeno le spese tra sito e podcast!
Ops.. leggo

Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative

Rimango senza parole. Il mio piccolo blog e il mio piccolo podcast sembrerebbero rientrare in questo disegno di legge. Vi prego ditemi che mi sbaglio.

Una cosa è sicura.. se cosi fosse chiuderei oggi tutto. Secondo voi io dovrei prendermi la briga di affrontare spese e procedure burocratiche per tenere on line quattro bischerate che registro la settimana e una serie di link e di commenti scritti nelle pause dal lavoro? E dalle quali non ricavo nemmeno i soldi per un caffe al mese? Va bene la passione.. ma qui si arriva a livelli che nemmeno la passione può giustificare.

Si fa un gran parlare di libera circolazione delle idee, di apertura della cultura, di internet come strumento democratizzante del sapere… e poi un governo che si spaccia per un governo di centro sinistra se ne esce con una cosa del genere?

Mi ricordo una vecchia canzone di Gaber, Destra e Sinistra, in cui lui affermava “la cultura è di sinistra”. Di sicuro si sarà rigirato nella tomba il povero Gaber.

Uno dei più grandi presidenti della repubblica che l’Italia ha mai avuto si chiamava Sando Pertini. Era un socialista, di quelli buoni. Questo governo dovrebbe decisamente rifarsi ai suoi valori. Mi ricordo che Pertini una volta disse una cosa del tipo “posso essere contrario alla tua idea, ma combatterò fino alla morte perché tu la possa esprimere”.

Da molte parti ho letto che questo disegno di legge non avrà una lunga vita, perché scritto male, perché forse non era nemmeno nell’intenzione del governo arrivare a certe conclusioni. Io non lo so.. lo spero ma non lo so.

Una cosa la so, e questa è sicura: IO VIVO IN FRANCIA CARO GOVERNO PRODI! IL MIO BLOG NON SI TOCCA! Per fortuna vivo in un paese in cui il governo si preoccupa molto di più di garantire che le regole del mercato rispettino gli interessi dei consumatori piuttosto che mettere regole sulle passioni dei cittadini.
Per fortuna (ne sono sempre più convinto) non vivo più in Italia.. e di certo cose come queste non mi fanno venir voglia di rientrare.

E anche ammettendo che in realtà il governo non intende legiferare su blog e siti personali, che si sia trattato solo di un testo mal scritto e pieno di contraddizioni dovuto al caldo romano di agosto, come ha giustamente scritto Paolo De Andreis su punto informatico, se al liceo traducevo male una versione dal latino (io greco non l’ho fatto 😀 ) o sbagliavo un’analisi di funzione, il prof. mi metteva 4! Questi possono fare tutti gli sbagli che vogliono e poi correggersi senza mai avere delle conseguenze.

Chiudo (ma mi riprometto di tornare sull’argomento) citando ancora una volta Gaber:

“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”.

I link citati:
– Punto informatico, il commento di Paolo De Andreis.
– Civile.it, l’articolo di Spataro

15 risposte a “Se vivessi in italia, oggi chiuderei il sito.”

Sleeping ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Le canzoni di Gaber ci stanno proprio a pennello 😀 …
Ma secondo te questo discorso vale anche per un microscopico blog come il mio?
Tra l’altro sono leggi inutili, perché in molti casi (come il mio e per una volta sono contento di questa cosa 😉 ) il blog o quello che è non risiede fisicamente in Italia, quindi che provvedimenti potranno mai prendere in caso di infrazione 😀 ?
Ma soprattutto, cosa comporta questa registrazione? Ha un costo o altre fregature sotto?
Grazie 🙂

Nanello ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Ciao Andrea! Se ti ricordi di me…sono davide del nanello.com, sparito per un buon periodo. Ora sono di nuovo online…ma che devo fare? tornare offline per colpa di una manica di politici incompetenti che manco sanno che vuole dire podcast o blog. E’ una tragedia, ma io vado avanti lo stesso e me ne infischio dello strapotere strafottente del nostro governo. Un po’ ti invidio che abiti in Francia…un paese sicuramente più avanti del nostro.

ilnissardo ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

@Sleeping: per quello che ho potuto capire il problema del disegno di legge sta proprio li, considerare un sito personale come un contenuto editoriale. Non si fa differenza. Sul fatto che è una legge inutile concordo, ma la tua motivazione è sbagliata. Tu sei residente in Italia e come tale sei soggetto alle leggi italiane, anche se il sito che gestisci è all’estero. Di questo ne sono sicuro: molti siti di P2P illegali avevano provato questo stratagemma, e puntualmente si sono visti arrivare a casa le fiamme gialle.
Sicuramente la registrazione avrà un costo. La burocrazia ha un costo, sempre.

@Nanello: ciao Davide! E’ una vita che non ti si sente! E’ bello rileggerti. Ovviamente concordo con te. Tanto più che il procedimento non è ancora attivo, e come ho scritto sono sicuro che nel momento in cui si renderanno conto (perché qualcuno si spera se ne renderà conto…) di quello che hanno fatto correranno ai ripari. Altrimenti il ROC scoppierebbe… immaginati da domani tutti i blogger italiani che chiamano per iscriversi 🙂
Io non credo cha la Francia sia più avanti dell’Italia, o meglio non credo sia questo il problema. Il problema a mio avviso è che in Italia a volte (spesso) si presta poca attenzione alle cose veramente importanti e tanta (troppa) attenzione alle bischerate. Oltre a questo, i nostri politici hanno la malsana tendenza a legiferare su cose che non conoscono e spesso in maniera superficiale senza preoccuparsi di analizzare le conseguenze fino in fondo. La legge presentata potrebbe anche essere una buona legge, io non sono in grado di dirlo, se solo avessero aggiunto una specificazione che lasciasse fuori tutti i blog e i siti personali.
Legiferare su Internet è una bruttissima abitudine, ma mi rendo conto sia necessario; allo stesso tempo è estremamente difficile farlo data la dinamicità della rete e la lentezza del percorso legislativo. Sono sicuro che i signori che hanno scritto questa legge quando sentono la parola blog pensano a Mastella o a Grillo, ignorando la vera natura di questo strumento e della miriade di persone che lo usano.

Gian Marco ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

miriade di persone che lo usano = miriade di fonti di informazione che non si possono influenzare

Finche’ dici “piove, governo ladro” al bar del paese non sei pericoloso per il sistema, ma se dici “il re e’ nudo” in pubblico, magari diventi un pelino fastidioso.
Questa cosa scoccia re, reucci, feudatari e le loro corti.

ilnissardo ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Gian Marco, quello che dici è vero, verissimo.
Ma non per un paese che si dice democratico! Io voglio sperare che in realtà sia solo una svista, e che l’errore venga corretto.
Spero vivamente che non ci sia un intento di censura o di tentativo di scoraggiare le persone a comunicare pubblicamente. Lo voglio sperare per continuare ad essere orgoglioso di essere italiano.

ilnissardo ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Se ne inizia a parlare.. stamattina avevo fatto un giro in rete ma le uniche info le avevo trovate su punto informatico. Ora trovo qualcosa di più. Ovviamente ne parla Beppe Grillo, e la riprende anche MondoBlog dell’amico Massimiliano Badolati.
Aspetto altre segnalazioni se ne avete.

Massimiliano Badolati ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Ciao Andrea, è in corso una petizione per fermare il DDL http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

Michele ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Io non mi sento italiano…. perché sono sardo!!! 😀

PB ha scritto un commento il ottobre 19, 2007

Altro che 72 seggi, dovevano cacciarci fuori dall’Unione Europea!!!

Massim. ha scritto un commento il ottobre 20, 2007

Allucinante. Ne ho sentito parlare solo ieri sera, sono venuto qui da te e ho letto con interesse questo post.
Se si pensa alla diffusione dei blog in Italia la cosa è grave. Cosa sarebbe questo Dll? Un tentativo di monitorarci tutti? Una rappresaglia al V-day? Ma soprattutto, i blog fanno davvero così paura ai politici?
Evidentemente sì se come dici tu addirittura ci pensano ad agosto…
Che tristezza questo governo.

Sleeping ha scritto un commento il ottobre 20, 2007

@ ilnissardo: che figura barbina 😀 …
A me sembra un po’ come quella legge fatta tempo di cui aveva aveva parlato anche Carlo che imponeva agli internet café e a chi offriva una connessione ad internet di registrare i dati tipo l’indirizzo MAC di chi effettuava la connessione e soprattutto di tenerli per un anno, come se dopo un anno si possa risalire all’identità di chi si è collegato ad internet. Manovra inutile fatta da chi non conosce il funzionamento di internet, oltre che dannosa perché la mole (inutile) di dati da conservare è molta…
Forse non si rendono conto di quante persone hanno un blog (o, ancora più tristemente, lo hanno capito e lo temono come diceva qualcuno 🙁 …).
Forse se governassero per un fine utile, la gente non se ne lamenterebbe. Se si lamenta, vuol dire che c’è qualcosa che non va e invece di prendere provvedimenti utili per rimediare, gli tappano la bocca… Vox populi vox dei…
Come al solito ho scritto troppo 😀
Ciao
🙂

silviakittys ha scritto un commento il ottobre 20, 2007

Ragazzi ma sta roba l’hanno fatta apposta. O meglio c’è un miscuglio di ignoranza (quella scusate ma non posso fare a meno di attribuirgliela)e di volontà di riuscire a bloccare cose come il V-Day o comunque Grillo and company perché l’abolizione della tassa sulla ricarica è partita da Generazione Attiva direttamente dalla rete. Cosa credete che questo governo (che comunque preferisco al sempre viscido Silvio,tanto per chiarirci) sia un governo che si preoccupa di cosucce come la libertà di parola , stampa,espressione e via dicendo?
Se ne preoccupa solo se può diventare pericolosa.
Ma voi credete davvero che se non fosse partita dai cittadini la storia di togliere la tassa sulle ricariche (che esisteva solo in Italia) loro si sarebbero preoccupati di farla saltare?No scusate ma hanno tutti un paura Fo—–ta di perdere la seggiola.
Scusate lo sfogo ma sono “lievemente alterata”

ilnissardo ha scritto un commento il ottobre 20, 2007

Tutti commenti molto interessanti. C’è da allarmarsi? Secondo me si, anche se fosse vero (cosa abbastanza diffusa come idea in rete) che questi hanno cannato alla grande e non si sono resi conto di cosa stavano facendo.
E’ la tendenza che spaventa!
La tendenza a fare le cose tanto per farle senza approfondire l’argomento.
La tendenza a far legiferare persone “ignoranti” in materia su tanti soggetti diversi.
Perché solo qualcuno che non conosce l’argomento non avrebbe potuto capire le conseguenze di quel DDL cosi come è scritto.

Andrea ha scritto un commento il ottobre 21, 2007

¡¡¡¡VIVA MEXICO CABRONES!!!! :))

Scherzi a parte…
la rete ha incominciato a fare paura anche ai politicanti Italiani.

La gente incomincia ad avere informazioni alternative rispetto a quelle divulgate dai media tradizionali.

Una legge del genere è la dimostrazione di un paese dove la democrazia è ancora solo apparenza.

Gaber cantava Destra-Sinistra?
Lo faceva con ironia proponendo problemi (sempre più attuali…) riguardanti la politica e la società con un tono malinconico ricordando le lotte ideologiche della sua generazione, sconfitta dal conformismo generale e dall’ipocrisia.

Dal mio punto di vista, cinico, il potere è potere da qualsiasi lato/colore lo si veda: imbavagliare l’informazione è semplicemente un modo di preservare l’autorità “leggitimata” attraverso il voto.

La DDL è un segnale ben chiaro.

“Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.”

Claudio - Di@naLogic ha scritto un commento il ottobre 22, 2007

Intutto questo gran marasma, credo che il buon Luca metta in ordine le idee.
Di sicuro c’è che come al solito il testo è troppo generico e fa acqua da tutte le parti, come piace ai nostri politici.

andate a leggere
http://blog.debiase.com/2007/10/20.html#a1470

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