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La Sony strizza l’occhio al podcasting

gennaio 4, 2007 12:05 pm

Un articolo di arstechnica spiega come Sony abbia deciso di dare in licenza (solo nel mercato USA) i suoi artisti per l’uso nei Podcast. Ma non è tutto cosi rose e fiori come sembra..
Primo: di certo questi artisti non passeranno sui podcast indipendenti, visto che ci saranno dei costi da supportare.
Secondo: perché Sony lo sta facendo? In molti dicono per rifarsi la faccia dopo l’affare rootKit.. troppo semplice. Secondo me Sony c’ha visto lungo.. i podcast possono diventare una fonte di soldi non da poco.. e qui si arriva al terzo punto..
Terzo: i podcaster e i musicisti devono esultare? Secondo me no. Soprattutto i podcaster e i musicisti indipendenti. Questa mossa di Sony farà nascere probabilmente molti nuovi podcast commerciali (o comunque non indipendenti) che offriranno contenuti già conosciuti dal pubblico, riducendo lo spazio e la visibilità per gli artisti indipendenti. Cosi facendo tra l’altro Sony cerca di stroncare la possibilità dei musicisti di farsi promozione da soli, riportandoli quindi sotto l’ala protettrice delle major.

Diciamoci la verità, il problema attuale dei podcast è la diffusione verso il grande pubblico.. e se oggi uscisse in Italia un podcast (diciamo sponsorizzato da una grossa azienda.. magari col nome di BiscioneCast) che manda musica tipo Madonna, Sting e quant’altro, il tutto gratuito e senza DRM, con una forza di marketing (e di vendita degli spazi pubblicitari) imponente.. secondo voi quanto ci metterebbe a diffondersi? E credete che poi le persone che lo ascoltano andrebbero a cercare qualche piccolo podcast indipendente? Sono scettico.. le persone in generale sono molto pigre e si lasciano semplicemente “guidare”.
Spero di sbagliarmi.

Credo che la scena del podcasting non abbia bisogno della musica delle major per acquistare credibilità, abbiamo solo bisogno di qualche spazio di marketing in più, magari attraverso qualche media tradizionale.

10 risposte a “La Sony strizza l’occhio al podcasting”

sleeping ha scritto un commento il gennaio 4, 2007

Articolo molto interessante!
L’ho letto anch’io, ma avevo semplicemente pensato che era per rifarsi la faccia…
Invece c’è qualcosa di più subdolo sotto…
Non credo comunque che rimarrà un caso isolato…

Alex - Microsmeta ha scritto un commento il gennaio 4, 2007

Ottime osservazioni! I podcast derivati da trasmissioni radio dei grandi broadcaster commerciali stanno limitando la diffusione dei podcast indipendenti. Per esempio le classifiche di iTunes danno troppo spazio ai grossi nomi (spesso stranieri) e immeritatamente podcaster italiani indipendenti bravissimi risultano nelle ultime posizioni (soprattutto nella categoria musica, indifferenziata e quindi affollatissima con 1000 presenze, dalla musica classica all’ hard rock) mentre dovrebbero essere i primi, visto il gradimento! Quindi, nel mio piccolo, differentemente da quanto avevo deciso finora, ho creato anche una sezione di promozione dei podcast non tecnologici italiani: http://aspspider.net/microsmeta/index.aspx?id=396
che spero di arricchire presto!

Oscar ha scritto un commento il gennaio 4, 2007

Allora dobbiamo fidelizzare più gente possibile ai podcast (e ai musicisti) indipendenti, prima che li scoprano attraverso le major.
Avevo intenzione di fare un post sui podcast che ascolto…questo mi sembra il momento buono!

PB ha scritto un commento il gennaio 6, 2007

Decisamente inquietante… Così facendo gli artisti indipendenti non potranno mai farsi promozione. Questa non è una strizzata d’occhio al podcasting, è una vera e propria “operazione di marketing” per soffocare con il solito “trito e ri-trito musicale” nuovi artisti e nuove idee!!!

Oscar, ti ringrazio per la citazione nel tuo post. Mi ha fatto davvero piacere! 🙂

Sicuramente farsi pubblicità tramite i blog e forum è importantissimo ma come diceva Andrea, sarebbe bello che anche i media tradizionali si impegnassero a pubblicizzare il nostro mondo. Il problema è che i signori “media tradizionali” (radio e televisione in primis… I giornali fortunatamente fanno ancora cultura… Non sempre ma almeno ci provano) non vogliono assolutamente saperne di fare pubblicità a noi e a quello che rappresentiamo! Un esempio, guardate cosa sta facendo radio 105! Ha aperto 8 webradio tematiche sul suo sito e sta aumentando in maniera preoccupante il numero di podcast delle sue trasmissioni. Chi glielo fa fare di pubblicizzare PB, il Dok o il Nissardo, quando loro prendono soldi dalle major per mandare i brani degli artisti del mainstream? E poi chissenefrega se i musicisti indipendenti vengono fatti tacere in questo modo…

Penso che non dobbiamo aspettare che radio e televisioni si interessino al fenomeno. Loro sanno che esistiamo ma ci vedono come nemici, non come novità! L’unico programma televisivo che si è interessato al Podcasting è Galatea, che và in onda su Rai2 il giovedì alle 23.45… Personalmente mi sembra una fascia oraria un po’ triste, non vi pare? Senza nulla togliere agli intervistati, Dok in primis, che hanno fatto una presentazione più che eccellente alla nostra realtà. Piuttosto che a radio e TV, bisognerebbe appoggiarsi in maniera prepotente alla rete, sfruttando ogni mezzo a disposizione! E magari sfruttare i giornali sicuramente più “neutrali” a riguardo. Solo così a mio avviso si può emergere! 🙂

Cavolo, che commento lungo :-S…

Oscar ha scritto un commento il gennaio 6, 2007

Il problema è proprio che le radio e le tv sono legate a doppio filo alle major; è come se al tg1 (o tg5) dicessero: spegnete la tv e leggete il Corriere della Sera (o La Repubblica).
Per questo penso che la pubblicità dal basso sia l’unica che possa avere un benchè minimo successo.
E poi non sono nemmeno sicuro del “minimo successo”: hai aperto il blog perché l’hai letto su Panorama? hai un podcast perché ne parlava radio DJ? Non sottovalutiamo il passaparola, e speriamo in bene!

ilnissardo ha scritto un commento il gennaio 6, 2007

Grazie a tutti per i commenti.
La cosa piu’ triste e’ che quanto detto sleeper.. non sara’ un caso isolato…

PB ha scritto un commento il gennaio 7, 2007

Il passaparola è il mezzo più potente. Ne sono convinto anche io. 🙂

Silviakittys ha scritto un commento il gennaio 7, 2007

Condivido e brontolo..
come al solito finchè era un fenomeno di nicchia(leggi pochi euro da manovare) non gliene è fregato niente a nessuno adesso ne parla una major e vedrete che anche i più riottosi o menefreghisti capiranno che fenomeno incredibile e potenzialmente enorme è il podcasting. C’è da credere che allora lo diventerà schiacciandoci come delle pulci quando il cane si siede(credo di aver reso l’idea).
Finirà come al solito,qualcuno più fortunato e bravo ce la farà,altri “immanicati” ce la faranno e poi i più grandi,quelli con il manager,il marketing ecc sguazzeranno in acque felici riproponendo la solita brodaglia…non so se avete presente il satellitare ma soprattutto il decoder(il grande fratelloX in esclusiva su mediaset premium…)
E quel che è peggio è che la gente segue ipnotizzata con il cervello sempre più fermo…
Va beh,mi sono sfogata,almeno quello!
Parafrasiamo PB: “stay pod”

sleeping ha scritto un commento il gennaio 10, 2007

Sleeping 😉 …

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